DISINFORMAZIONE: BANDIERA SVIZZERA VIETATA IN UNA SCUOLA DI LUCERNA

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mattino-domenica-bandiera-svizzera-scuola-bufala-cortoLA DISINFORMAZIONE SULLA NOTIZA DELLA SCUOLA ELEMENTARE LUCERNESE CHE VIETA LA BANDIERA SVIZZERA

Sul mattinonline il 12 giugno 2014 pubblicano la storia della scuola elementare di Emmen che ha rimosso il dipinto della bandiera Svizzera. L’articolo é intitolato Incredibile a Lucerna: la scuola vieta la bandiera svizzera! 

Ovviamente nell’articolo del mattinonline fanno pensare che la scuola abbia rimosso la bandiera Svizzera perché dava fastidio ai bambini stranieri “non integrati”.

Il titolo é una bufala, la storia é faziosa e disinformativa, se non addirittura calunniosa.

In realtà era un progetto di raffigurazione di diversi strumenti musicali su di un muro scolastico . Quando i bambini hanno visto un loro compagno dipingere anche la bandiera della Svizzera insieme al corno alpino invece di un sfondo monocromatico come tutti gli altri, qualcuno di loro ha aggiunto l’aquila a due teste (simbolo della bandiera albanese) su un altro disegno.

A quel punto anche gli altri bambini avrebbero semplicemente voluto poter disegnare le bandiere dei loro paesi di origine e hanno chiesto il permesso di fare altrettanto alla direzione scolastica. La scuola ha prima detto che non si poteva (mancanza di spazio) e poi ha deciso di bloccare il progetto di pittura del muro e di cancellare tutte le bandiere durante la notte, probabilmente perché i bambini non avrebbero capito bene perché alcune bandiere andavano bene  mentre le altre no. Ecco l’articolo del Blick (polemico, ma almeno completo) che spiega l’accaduto.

mattino-domenica-bandiera-svizzera-scuola-disinformazione-bufalaDopo il primo articolo sul Mattinonline, anche il Mattino della domenica pubblica un secondo articolo il 16 giugno 2014 a firma del suo direttore Lorenzo Quadri. L’articolo sulla versione cartacea era intitolato In una scuola svizzera non può stare una bandiera svizzera” e nel quale si affermano molte inesattezze:

  • Nell’articolo di Lorenzo Quadri si legge:  ‘ … un alunno ha dipinto un corno delle alpi, dietro il quale ha piazzato una bandiera el­vetica. Apriti cielo. Eh sì perché, secondo alcuni “fulmini di guerra”, una bandiera svizzera in una scuola svizzera è un problema. Perché? Perché gli allievi di altre nazionalità potrebbero sen­tirsi discriminati.’

In realtà, come ci informa lo stesso giornale “Blick” (da dove il signor Quadri ha preso le sue informazioni), un altro alunno aveva di conseguenza disegnato una bandiera albanese con l’aquila a due teste. La conferma che c’era una seconda bandiera disegnata, arriva direttamente anche dal Comune di Emmen tramite un comunicato stampa.

L’idea della bandiera é piaciuta anche agli altri alunni, che avrebbero voluto disegnare le bandiere dei loro paesi d’origine sul murales. I bambini hanno fatto richiesta alla direzione della scuola (la scuola elementare Schulhaus Krauer), che purtroppo ha negato il permesso adducendo al fatto che c’erano ben 28 diverse nazionalità e che non c’era abbastanza spazio sul murales per tutte quante.

Lo stesso Blick ci informa che di conseguenza sia la bandiera svizzera che quella albanese sono state rimosse nella notte seguendo le indicazioni della direzione scolastica, nel tentativo di non far credere agli altri bambini di essere stati discriminati. Certamente la rimozione della bandiera svizzera non é piaciuta al Municipio, che nel suo comunicato stampa ha rimproverato la scelta della scuola senza prima essere stato consultato e ha insistito per la libertà di espressione artistica di tutti gli alunni.

  • Sempre Lorenzo Quadri scrive: ” … Qui siamo al li­vello di quelli che bandiscono il presepe per non offendere (?) gli studenti islamici

Nessun musulmano chiede di vietare il presepe e nessuna scuola lo vieta, sono solo le classiche accuse anti-islamiche in periodo natalizio che nascono dal nulla e che vengono amplificate. Ecco di conseguenza un bell’articolo di Cinzia Gubbini che ripercorre il falso problema lanciato dalle pagine del Corriere della Sera dal famoso islamofobo Magdi Allam; un giornalista condannato ben sei volte per diffamazione nei confronti di personaggi musulmani.

mattino-domenica-bandiera-svizzera-scuola-lungaA ulteriore conferma che i musulmani non vogliono vietare i simboli cristiani, i presepi e neppure le canzoni natalizie, ecco una intervista all’imam di Lugano e un recente dibattito televisivo con il rappresentante della Lega dei musulmani in Ticino

  • Infine Lorenzo Quadri sentenzia: ” … E’ chiaro, poi, che ad essere turbati dalla bandiera elvetica in Svizzera (mica in Pakistan) non sono di sicuro gli alunni della scuola di Emmen. Sono semmai i genitori. O – peggio ancora – i docenti. Ai genitori stranieri va ricordato che nessuno li obbliga a rimanere in Svizzera se si sentono discriminati dai nostri simboli nazionali. Se qualcuno si sente offeso dalla visione della bandiera rossocrociata in casa nostra, punto primo merita di essere offeso, punto secondo può benissimo ritornare al paese d’origine dove le sue sensibili pupille non saranno urtate da una visione tanto sconve­niente. Quanto ai docenti che trovano che la bandiera sul muro non abbia diritto di cittadinanza, non fanno che dimostrare che ci sono troppi (pseudo) educatori partiticamente schierati i quali credono di poter abusare del proprio ruolo per fare il lavaggio del cervello agli alunni a suon di ideologie multikulturali e politikamente korrette. Il tutto, ça va sans dire, con la copertura dei loro superiori e responsabili politici parimenti schierati. 

Da nessuna parte nell’articolo del Blick oppure da seguenti articoli usciti sul Tribune de Genève oppure su Le Matin esiste l’affermazione che i genitori (oppure i docenti) siano rimasti turbati dalla bandiera svizzera o che la volessero rimuovere. Invece in tutti e tre gli articoli si afferma che i bambini volevano disegnare anche altre bandiere oltre a quella svizzera. Visto che il direttore Quadri non poteva non aver letto queste informazioni, se ne deduce che ha volutamente omesso queste informazioni per poi poter speculare contro gli odiati stranieri “non integrati” oppure gli altrettanto odiati docenti “comunisti” e anti-patriottici.

Ormai é chiaro il tentativo di manipolare l’opinione pubblica tramite omissioni e speculazioni, sostenendo una tesi falsa e di conseguenza disinformando il lettore, al fine di dirigere la rabbia verso gli stranieri e il partito politico antagonista.

 

In conclusione:

il Mattinonline e il Mattino della domenica della lega dei Ticinesi fa credere al lettore che i bambini stranieri, oppure i loro genitori o addirittura i docenti, non sopportano la bandiera rossocrociata, mettendo in dubbio la loro integrazione e la loro tolleranza. Oltre a ciò i leghisti fanno credere che la direzione scolastica “comunista” asseconda questa visione anti-patriottica. In realtà gli allievi volevano disegnare anche altre bandiere oltre alle due bandiere giä presenti e nessuno era disturbato dalla bandiera svizzera.

Ma perché fanno così?

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