LA BUFALA DEGLI IMMIGRATI CHE PRENDONO 2000 EURO AL MESE

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mattino-trento-2000-euro-immigrati-bufala-piccoloLA BUFALA DEGLI IMMIGRATI NEL TRENTINO CHE PRENDONO 2000 EURO AL MESE SENZA LAVORARE GRAZIE AGLI AIUTI DELLA PROVINCIA

Il 2 maggio 2013, il mattinonline della Lega dei ticinesi pubblica un articolo dove si sostiene che a Trento ci sono immigrati con guadagni di oltre 2000 euro al mese, che alloggiano in case popolari e che incassano ulteriori sussidi e agevolazioni. Mentre alle famiglie italiane tutti questi aiuti vengono negati.

Ovviamente la storia é una bufala.

Nell’articolo del mattinonline si sostiene che i 2000 euro arriverebbero dal cosiddetto “reddito di garanzia”. Questa bufala é già stata sbugiardata da un articolo dei professionisti di “Bufale e dintorni” e io mi  limiterò a copiare la maggior parte del loro articolo (con le mie aggiunte tra parentesi, in rosso):

Normalmente questi avvisi sono privi di fonte, questa volta con un po’ di sforzo ho trovato il sito ufficiale della Lega Nord Trentino.
Il reddito di garanzia esiste, ma non è vero affatto che in provincia di Trento abbiano accesso solo gli extracomunitari ma anche gli italiani. Inoltre ci sono dei requisiti come essere residenti da almeno tre anni ed avere un ICEF inferiore a 0,13. Quindi questi fondi sono da spalmare su tre anni (arrivando dunque al massimo a 500 euro al mese).
Il messaggio vuol far credere che un immigrato regolare o no, arriva a Trento e gli danno 2000 Euro senza fare niente, questa affermazione è falsa. Si potrebbe dire che Trento sia il paese delle meraviglie.
Reiteriamo come al solito, qui stiamo verificando se una notizia è vera o falsa, non ci stiamo schierando politicamente né difendiamo o attacchiamo una razza in particolare. Per provare le nostre affermazioni, cito Trentotoday: dove l’assessore alle politiche sociali Ugo Rossi chiarisce che si spalma l’importo per i tre anni di residenza in cui non hanno percepito nulla,qui la smentita. Cito anche delle irregolarità nella dichiarazione per accedere ai fondi. Ben 350 persone erano trasgressori di cui 310 stranieri (principalmente perché qualche elemento della famiglia non risiedeva nel trentino da almeno tre anni), 30 italiani e 10 matrimoni misti, questo vuol dire che anche gli italiani avevano accesso al reddito di garanzia (e nei dati si scopre che la metà dei richiedenti erano italiani).

Di seguito cito la risposta della Provincia di Trento ad una interrogazione leghista, a dimostrazione che anche gli italiani in difficoltà finanaziaria ricevono gli aiuti:

Int. 5611 (Lega nord): Ecco i numeri dei contributi erogati a italiani e stranieri. 

Nell’interrogazione 5611 ci si chiede, alla luce dell’attuale difficile congiuntura economica, quanto delle tasse pagate dai trentini, ritorni poi ai trentini attraverso azioni a loro mirate. In particolare il documento chiede di conoscere una distinzione dei contributi assegnati a trentini e stranieri e quante persone o famiglie trentine in difficoltà vengano supportate e in che misura. 
Premesso che in Trentino è la residenza e non la cittadinanza a fare la differenza nell’erogazione di contributi, con un periodo minimo di tre anni, a garanzia di una integrazione nel tessuto economico e sociale (aspetto di fatto messo in discussione attualmente sia dalla Corte europea che dai governi che si sono succeduti in questi anni), l’assessore competente ha fornito i numeri del fenomeno richiesti dall’interrogante: l’assegno una tantum sul potere d’acquisto è erogato a 25.982 residneti di nazionalità italiana, 1.298 cittadini non italiani, ma comunitari e 4.240 cittadini di provenienza extraeuropea. Per quanto riguarda le famiglie numerose il numero di nuclei beneficiari italiani è 4.606 contro 113 comunitari e 1.313 extracomunitari. Il reddito garanzia è erogato a 6.000 residenti italiani, 719 comunitari e 6.240 extracomunitari, l’assegno al nucleo famigliare va a 18.032 nuclei di cittadinanza italiana, 973 europea extra Italia e 3.911 nuclei extracomunitari. Quanto alla povertà e al tema delle famiglie in stato di bisogno, se consideriamo i parametri nazionali e cioè il reddito annuo di 6.712 euro per individuo, il 3,8% della popolazione trentina vive al di sotto di questa soglia, contro il 12,8% del resto dell’Italia. Se assumiamo una soglia maggiore, sugli 8.000 euro, la percentuale passa a circa il 10% della popolazione. 

In conlusione:

Il mattinonline della Lega dei ticinesi pubblica una falsa accusa della Lega Nord contro la provincia di Trento per mettere gli autoctoni contro gli immigrati e speculare sull’odio che viene generato da simili notizie.

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Mattinonline del 02.05.2013
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