IL TITOLO-BUFALA DEL GDP SUL GESUITA UCCISO IN SIRIA PERCHÉ CRISTIANO

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IL TITOLO BUFALA DEL GIORNALE DEL POPOLO CHE SUGGERISCE (SENZA RISCONTRO) CHE UN GESUITA SIA STATO AMMAZZATO IN SIRIA DA ESTREMISTI ISLAMICI SOLO PERCHÉ CRISTIANO.

Il 8 aprile 2014, il Giornale del Popolo pubblica un articolo intitolato ‘Homs, missionario gesuita giustiziato per la sua fede’ e firmato dalla giornalista Maria Acqua Simi, nel quale si racconta dell’assassinio del religioso gesuita olandese di 75 anni, padre Frans Van der Lugt, a Homs in Siria.

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Giornale del Popolo del 08.04.2014

 

Il Titolo dell’articolo è una bufala, visto che suggerisce implicitamente al lettore che il religioso olandese fosse stato giustiziato da estremisti islamici solo perché cristiano. Invece lo stesso articolo parla solo della vicinanza del religioso con il popolo di Homs, siano essi cristiani o musulmani e che aveva scelto di rimanere accanto ai pochi cristiani e ai cittadini di Homs, anche dopo che aveva avuto la possibilità di evacuare insieme ai 1’400 civili (pochissimi fortunati)

L’articolo ci informa che il gesuita era l’ultimo missionario ed europeo rimasto nella città di Homs accanto alla popolazione assediata e aveva denunciato al mondo intero le sofferenze dei cittadini di Homs (cristiani e musulmani) che morivano di fame, sotto assedio da tre anni per mano del regime siriano di Bashar Al-Assad.

Si può trovare anche una versione online ridotta intitolata ‘Ucciso un padre gesuita a Homs: “È stata un’esecuzione” ‘, ma non possiamo sapere se è firmata dalla stessa giornalista: http://www.gdp.ch/notizie/esteri/ucciso-un-padre-gesuita-homs-e-stata-unesecuzione-id19743.html

Ogni fatto presente nei due articoli (cartaceo e online) informa che il religioso stava con la popolazione di Homs sotto assedio e denuciava la condizione disperata dei suoi abitanti ad opera del regime siriano. Era diventato famoso per un suo appello al mondo dove chiedeva di intervenire in soccorso della popolazione di Homs, stremata dalla fame, in un video:http://youtu.be/MhQHg6ivGPg
Possiamo dedurre che il gesuita era inviso al regime siriano e a chiunque lo sostenga, ma almeno noi abbiamo la professionalità di non sostenerlo con assoluta certezza. Anche se in alcuni video come quello del 28 gennaio 2014 si vedono l’Imam Abual Hareth e Padre Frans in collegamento via Skype, che denunciano ad un’emittente satellitare la gravità della situazione a Homs e le bugie del regime
https://www.youtube.com/watch?v=z1rzf3dNQsk

In questo Blog del 9 febbraio 2014, la precisa attivista per i siriani Amina Dachan aveva riportato molti video sulle denunce del religioso gesuita: http://diariodisiria.wordpress.com/2014/02/09/padre-francesco-la-voce-dei-gesuiti-di-homs-video/

Possiamo notare che nell’articolo online non c’è nessun riferimento alla morte dovuta per motivi religiosi ad opera di estremisti islamici, e nemmeno nell’articolo cartaceo, a parte la dicitura totalmente soggettiva e “campata per aria” della giornalista Simi che scrive: “Ma a qualcuno questa sua missionarietà ha dato fastidio. Così ieri è stato giustiziato …”, suggerendo al lettore che fosse stato il suo ruolo di missionario ad avergli causato la morte, e non per il fatto che si era schierato con il popolo di Homs e che la sua casa era stata pure bombardata.

In realtà l’articolo non ha mai affermato esplicitamente che il religioso olandese sia stato giustiziato da estremisti islamici solo perché cristiano o missionario, ma purtroppo il titolo del giornale suggerisce proprio ciò. Questo è il problema dei giornali “professionali” ma pur sempre schierati contro l’Islam, che scelgono accuratamente le parole per evitare guai giudiziari, ma che suggeriscono al proprio lettore una informazione distorta.

Senza dimenticare che il GdP stesso aveva pubblicato il 27 gennaio 2014 un articolo sul gesuita olandese che  stava nella zona solidale con la rivolta e che denunciò ai media la repressione del regime, ecco il seguente pezzo interessante: “‘padre Francis’, parla da quel che sembra essere un altare di una chiesa: “Vi parlo dalla città vecchia di Homs assediata” da un anno e sette mesi. “Rappresento le comunità cristiane che si trovano qui”, afferma in riferimento ai circa 70 cristiani rimasti in quella zona della terza città del Paese, solidale con la rivolta e semi distrutta dalla repressione del regime.”  http://www.gdp.ch/notizie/esteri/lappello-dalla-siria-inaccettabile-morire-di-fame-id10178.html

In Conclusione, Il titolo del Giornale del Popolo “Homs, missionario gesuita giustiziato per la sua fede” è una bufala e l’articolo stesso lo contraddice nei resoconti dei fatti.

p.s. Ecco un articolo di denuncia che lascia intuire del perché il religioso sia stato uccio: http://ilmondodiannibale.globalist.it/Detail_News_Display?ID=101227&typeb=0&Siria-il-gesuita-e-i-troppi-silenzi

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