LA BUFALA DELL’ISLAM VIETATO IN ANGOLA PERCHÈ CONTRARIO ALLA CULTURA DEL LUOGO

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mattino-islam-vietato-angola-bufala-piccoloLA BUFALA DELL’ISLAM VIETATO IN ANGOLA PERCHÈ CONTRARIO ALLA CULTURA DEL LUOGO SECONDO IL PRESIDENTE ANGOLANO E IL SUO MINISTRO DELLA CULTURA.

Il 26 Novembre 2013 il giornale online della Lega dei ticinesi (il mattinonline) pubblica la notizia che l’Islam è stato bandito in Angola, un paese africano tra Congo e Namibia.
Il titolo ci ricorda tanto la frase che spesso ripetono su quel giornale: “E’ una religione contraria alla nostra cultura”

mattino-islam-vietato-angola-bufalaSecondo il mattinonline, questa citazione verrebbe dalla bocca del Ministro della Cultura angolano Rosa Cruz, che avrebbe detto per intero: “Il processo di legalizzazione dell’Islam non è stato approvato dal Ministero della Giustizia e dei diritti umani, le loro moschee andrebbero chiuse fino a nuovo avviso. Abbiamo intenzione di bandire le sette religiose ‘illegali’ e di combattere l’ascesa di tutte le religioni in cui gli adepti sono contrari a usi e costumi della cultura angolana”
Il ben informato “Mattino” conoscerebbe pure le parole del presidente dell’Angola Jose Eduardo Dos Santos: “Questa è la fine dell’influenza dell’Islam nel nostro paese”.
E intanto sarebbero addirittura in corso le prime misure per distruggere le moschee del paese: il primo minareto colpito sarebbe quello della moschea Zengo a Viana, Luanda (quello nell’immagine), con tanto di proclama da parte del governatore provinciale: “I musulmani radicali non sono i benvenuti in Angola e il governo angolano non è pronto per la legalizzazione delle moschee”.
L’informatissimo “Mattinonline” avrebbe dunque citato le dichiarazioni del Presidente, del Ministro della Cultura e del Governatore della provincia della prima moschea abbattuta, con tanto di foto.

Peccato che sia tutta un’altra enorme bufala.

Già il 25 Novembre, ossia un giorno prima della pubblicazione della notizia sul mattinonline, l’ambasciata angolana a Washington, per bocca di un suo funzionario, aveva già smentito tutte queste voci ritenendole false.

Questa smentita la si può trovare nell’articolo di Connor Adams Sheets per il giornale “International Businness Times” (IBTimes): http://www.ibtimes.com/angola-denies-it-banned-islam-destroyed-mosques-1484898

“La Repubblica dell’ Angola … è un paese che non interferisce nella religione”, ha detto il funzionario via telefono lunedi pomeriggio del 25 Novembre. “Abbiamo un sacco di religioni in Angola, e vige la libertà di religione. Abbiamo cattolici, protestanti, battisti, musulmani e evangelici”.
La notizia del presunto divieto di praticare l’Islam in Angola, ha avuto origine nella stampa africana, la quale ha addirittura citato il presidente e ministro della cultura della nazione, riportandone addirittura le dichiarazioni.
Un secondo funzionario angolano dell’ambasciata degli Stati Uniti ha ribadito che la sede diplomatica non è stata informata di alcun divieto dell’Islam nel paese.
“Al momento non abbiamo alcuna informazione su questo”, ha detto il funzionario al IB Times intervistato telefonicamente, Lunedi. “Stiamo leggendo la notizia, proprio come voi su Internet. Non ci è pervenuta alcuna comunicazione riguardo al fatto che quello che state leggendo su internet sia vero. ”

Il Giorno dopo, anche Al-Jazeera pubblica il suo articolo, riferendo le parole del direttore dell’Istituto nazionale per gli Affari Religiosi, Manuel Fernando (sotto il ministero della Cultura angolese diretto da Rosa Cruz), che afferma alla agenzia di stampa France-Presse (AFP): “In Angola non c’è nessuna guerra contro l’islam o qualsiasi altra religione” e che: ”non esiste alcuna posizione ufficiale che ha come obbiettivo la distruzione o la chiusura dei luoghi ci culto, qualunque essi siano”
Queste affermazioni si possono trovare qui:http://www.aljazeera.com/news/africa/2013/11/angola-denies-reports-banning-islam-2013112782236279392.html

Ma anche in un secondo articolo del reporter Connor Adams Sheet di IBTimes: http://www.ibtimes.com/angolan-official-denies-islam-ban-muslims-say-mosque-closings-persist-1487416

Dall’articolo di Al-Jazeera si scopre anche la moschea Zengo a Viana è ancora in piedi e che l’immagine della moschea distrutta in realtà apparteneva ad una vecchia immagine comparsa per la prima volta su un articolo che parlava di Israele e Palestina.

Per confutare ogni dubbio residuo, il 30 Novembre 2013, l’ambasciata angolese a Washington pubblica il comunicato stampa del Governo angolese In una dichiarazione letta dal ministro della Cultura , Rosa Cruz:
http://www.angola.org/index.php?mact=News%2Ccntnt01%2Cdetail%2C0&cntnt01articleid=1025&cntnt01origid=97&cntnt01detailtemplate=detail&cntnt01returnid=81

Il governo dell’Angola ha negato categoricamente l’ informazione diffusa da diversi media, tra cui le reti sociali , secondo cui l’Angola avrebbe vietato l’Islam e ditrutto le moschee.
In una dichiarazione letta dal ministro della Cultura , Rosa Cruz, ha tenuto una conferenza stampa nella capitale del paese , si afferma che il governo della Repubblica d’Angola ha preso atto con sorpresa e preoccupazione di tali notizie , che non corrispondevano a verità .

Comunque in Angola, secondo le sue leggi, una religione deve avere almeno 100’000 aderenti per essere legale e riconosciuta, per questo motivo l’Islam (circa 90’000 fedeli) come anche diverse denominazioni cristiane non sono legali. Purtroppo secondo testimoni altre moschee erano state distrutte in passato nel resto del paese in precedenza, ma mai quella centrale citata dal mattinonline.

Conclusione:
Tutta la notizia sull’Islam bandito in Angola perché contrario alla cultura del posto, tutte le citazioni sono un falso. L’unica verità non è stata detta, ovvero che l’Islam in Angola non è legale, visto che non raggiunge i 100’000 fedeli.

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Un pensiero riguardo “LA BUFALA DELL’ISLAM VIETATO IN ANGOLA PERCHÈ CONTRARIO ALLA CULTURA DEL LUOGO

    Caligola ha detto:
    7 luglio 2014 alle 16:33

    Peccato che era una bufala, ci avevo sperato

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