LA BUFALA DELLE RECITE NATALIZIE VIETATE A TORINO

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ImmagineLA BUFALA DELLE RECITE NATALIZIE VIETATE A TORINO PERCHÉ OFFENDONO I MUSULMANI

Il 19 Dicembre 2013, poco prima del Natale, il giornale online “Il Mattino” della Lega dei Ticinesi, pubblica la notizia che nelle scuole elementari di Torino le classiche recite natalizie, con le poesie e le filastrocche che noi tutti abbiamo imparato a memoria da bambini, saranno proibite. Tutto questo per non offendere le comunità islamiche.

La storia è una bufala bella e buona ed è partita tutta dalle accuse a vuoto fatte dal consigliere comunale leghista Giuseppe Carbonero. È stato lui, il 17 Dicembre, a lanciare pubblicamente l’accusa ai quattro venti. E a definire il fenomeno come “un fatto di una gravità assoluta, che non ha precedenti”.

L’unico giornale serio che si è occupato della faccenda (e dal quale “il Mattino” ha ritagliato e incollato le affermazioni, per farlo diventare un bel collage anti islamico) è la Repubblica (in data 18 Dicembre) nella sua sezione di Torino: http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/12/18/news/niente_recita_di_natale_in_classe_c_un_islamico-73926494/

ImmagineDall’articolo di Repubblica scopriamo che il leghista Giuseppe Carbonero spiega di “aver ricevuto segnalazioni” in base alle quali “le classiche recite dei bambini non sarebbero state organizzate o lo sarebbero state, ma edulcorate da ogni riferimento alla Natività e alla religione cattolica per non urtare la sensibilità del numero sempre maggiore di islamici che le frequentano”. Si tratterebbe, dice il consigliere leghista, “di una decisione presa dalle singole direzioni didattiche”.

Quali scuole avrebbero scelto di snobbare Gesù Bambino, Giuseppe, Maria, il bue e l’asinello? Carbonero fa il nome (e l’indirizzo) di un solo istituto: la direzione didattica Manzoni di corso Svizzera.
La Preside dell’Istituto Manzoni (Fiorella Gaddò) però, casca dalle nuvole e dice: “Non mi risulta. Non posso escluderlo perché esistono alcune fasi dei progetti formativi che sono curate dall’insegnante in maniera esclusiva. Ma nessuno mi ha mai parlato di un’iniziativa simile. Sicuramente non è mai stato stabilito nulla del genere a livello di scuola”.
C’è poi un altro aspetto che non quadra, infatti la Preside aggiunge: “Nel nostro istituto la quota di alunni islamici è piuttosto bassa, soprattutto se paragonata a scuole di altri quartieri.”
Capita l’antifona, la Preside conclude sospettando di una “segnalazione fatta più per dividere che per unire: l’esatto opposto di quanto si impegnano a fare ogni giorno i nostri insegnanti”.

Dopo questa vicenda del 17 Dicembre, non ci sono stati sviluppi ulteriori e neppure lamentele da parte di genitori o insegnati torinesi, la storia è “finita” lì così come era cominciata: Una sparata grossolana di un consigliere comunale della Lega Nord fatta solo per far polemica, senza nessuna consistenza e senza nessuna prova. Una bufala bella e buona sotto il periodo natalizio, un periodo festoso e gioioso da utilizzare contro i nemici giurati: i cattivi musulmani. Quale migliore occasione di un falso sopruso da parte dei musulmani che genera una fortissima reazione di sdegno e odio verso una comunità debole e minoritaria.

Comunque, visto che la stessa Lega dei ticinesi gridava ogni anno di qualche scandalo natalizio commesso dai musulmani, i suoi editori avrebbero potuto seguire il dibattito televisivo andato in onda sul canale TeleTicino solo due giorni prima (ovvero il 17 Dicembre) dal titolo “Ma Gesù bambino disturba la festa?”
Per chi vuole ecco qui un estratto di soli 9 minuti del dibattito televisivo:  http://lmticino.blogspot.ch/2013/12/i-musulmani-non-vogliono-vietare-il.html
In questo dibattito, un rappresentante delle comunità musulmane ticinesi ribadiva che le recite natalizie e i presepi nelle scuole pubbliche non davano alcun fastidio e non offendevano le comunità islamiche.

Più chiaro di così cosa possono sperare?

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